The Young Pope - Prima Stagione
Lenny Belardo è un cardinale giovane, mite e dallo scarso peso politico. Abbandonato in orfanotrofio in tenera età, Lenny è continuamente tormentato da tale abbandono e ha sviluppato un rapporto molto turbolento con la fede e con Dio. Inaspettatamente, Lenny viene eletto pontefice dal collegio cardinalizio, che crede forse di aver trovato una pedina da poter manovrare a piacimento. Tuttavia Lenny, salito al soglio pontificio con il nome pontificale di Pio XIII, si dimostrerà un papa controverso e per nulla incline a farsi comandare, machiavellico e manipolatore.

Sempre al limite tra sogno e realtà, come ogni lavoro di Sorrentino che si rispetti, si muove Pio XIII e la sua affascinante aurea contraddittoria. Già, perché inizia tutto così, seguendo questo nuovo Papa che nessuno capisce, che sogna un discorso scandalosamente liberale ed opera riforme scandalosamente retrograde. Questo nuovo papa sempre in bilico tra fede ed empietà, sensibile o freddo, santo o diabolico. Ma piano, piano, mentre la serie sembra non sapere che direzione prendere così come il suo papa ecco che improvvisamente tutto si rivela, almeno in parte. Perchè papa Pio XIII è, prima di tutto Lenny Belardo, un orfano che, perdendo la sua infanzia, è ancora un bambino ma che, alla fine, come lui stesso dice a Mons. Gutierres, è cresciuto, è diventato uomo. E sì, il dolore e la sofferenza rimangono, ma vengono trasformati in qualcosa di molto più bello. E sì, ancora, Lenny è lì, a struggersi ancora sul suo abbandono, a chiedersi e non sempre a rispondersi, a vacillare tra gli opposti come sua caratteristica. Ma Pio, Pio sa che cosa fare, sa parlare d'amore, sa ispirare i fedeli, sa mostrarsi senza farsi vedere, sa colpire senza toccare, sa dare ai suoi fedeli più di quanto non dia a se stesso.. probabilmente senza neanche farlo di proposito. Ci si potrebbe fare un intero tema sulle interpretazioni di ogni dubbio, di ogni frase o pensiero di questo personaggio tanto difficile ed altero quando amabile e profondo ma non sarebbe comunque abbastanza, bisogna vederlo ed ascoltarlo di persona per essere irritati o contrariati dalle sue parole, per esserne ispirati ed emozionati.
