Sotto La Sabbia

01.08.2016 12:39
Nei giorni successivi la resa della Germania nel maggio 1945, un gruppo di giovani prigionieri di guerra tedeschi vengono inviati dalle autorità danesi lungo i confini della Danimarca con l'ordine di rimuovere più di due milioni di mine che i tedeschi avevano sotterrato nella sabbia lungo la costa. Con le loro mani nude i ragazzi sono costretti a svolgere questo pericoloso compito sotto la guida del sergente danese Carl Leopold Rasmussen.
 
Sulla Seconda Guerra Mondiale sono stati fatti decine, forse centinaia di film ma nessuno come questo. Non parlo di bellezza, anche se questo film ne ha tanta, o di crudezza e crudeltà ambedue abbondanti ugualmente ma del soggetto stesso del film: un aspetto della guerra sconosciuto ai più ma che tanto fa riflettere. Riflettere su come sia difficile distinguere i buoni dai cattivi durante una guerra e, specialmente, su come questa distinzione possa essere fatta solo di persona in persona e non di nazione in nazione o di esercito in esercito. Quale colpa possono avere dei ragazzi adolescenti o poco più, se non quella di essere nati tedeschi, per essere costretti a disinnescare (spesso trovando la morte) delle mine piazzate da uomini con la loro stessa uniforme? E' questa la controversia e la potenza di "Land Of Mine" che tra le spiagge della Danimarca trasporta alla scoperta di questo ennesimo orrore bellico seguendo le vicende di ragazzi che vogliono solo tornare a casa, di un sergente divorato dall'odio per i tedeschi che verrà curato proprio da questi ragazzi, tedeschi.
Bellezza nella fotografia, nelle musiche, in alcuni spunti toccanti della sceneggiatura, nelle risate innocenti e nel dolore delle morti di persone per mano della malvagità delle stesse.
 

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