Orange Is The New Black - 5ª Stagione
Le avevamo lasciate lì, tutte attorno a due guardie, chiedendosi se la pistola puntata contro di loro da Dayanara avrebbe sparato o no. Comunque finirà questo cliffhanger che per un anno aveva messo in moto la fantasia di ogni appassionato spettatore, le cose a Litchfield non saranno più le stesse.

Il formato è sempre lo stesso: 13 episodi, 1 stagione. Stavolta però i tempi sono molto più lunghi perchè, sia possibile rendersene conto oppure no, i circa 650 minuti che compongono la 5ª stagione narrano gli eventi avvenuti in soli tre giorni, i tre giorni della rivolta. Senza fare troppi spoiler il concetto è questo: le detenute di Litchfield conquistano la prigione e si barricano al loro interno catturando le guardie o mettendo in fuga le altre. Ognuno vive la ribellione a modo suo ovviamente, sono pur sempre criminali ma c'è chi invece sta facendo tutto ciò per un motivo preciso. La stessa Piper, ormai sempre meno protagonista solitaria, non potrà resistere nel fare sua anche questa causa ma è Taystee la vera fautrice. E' la morte di Poussey ad aver acceso la rivolta, ma questo infausto evento è solamente la goccia che ha fatto traboccare il vaso in un carcere dove abusi e violenze sono all'ordine del giorno. Il 13° ed ultimo episodio della stagione si chiude con questo dialogo. "Ora che facciamo, Frida?" "Manteniamo la nostra dignità". Perchè in fondo è questo che la maggior parte di loro vuole: essere riconosciute ancora come persone. Le reazioni a questa stagione sono state miste, molte sono state le critiche in particolare riguardo al ritmo ritenuto troppo blando da alcuni. Io non sono d'accordo. Quest'ultima stagione non è solo un incredibile atto di coraggio da parte degli autori che ancora una volta hanno deciso di rivoluzionare la storyline ed i modi di raccontarla ma anche un esperimento artistico ed emotivo più unico che raro. In tre giorni all'interno della prigione ne succedono di ogni ma c'è una cosa che non cambia mai, così come mai è cambiata nel corso di tutta la serie stessa: la capacità di emozionare. C'è tanto dolore, tanta rabbia, tanta voglia di rivalsa, di amore, di giustizia in Orange Is The New Black e in questi 13 episodi ognuno di questi sentimenti viene portato ad un livello superiore ed ognuno di questi sentimenti si scatena praticamente in contemporanea con gli altri determinando un impatto emotivo fortissimo. Nonostante il caos neanche in questa stagione mancano le risate nonchè l'irresistibile vena citazionista: l'episodio "La Stretta al Cuore" (5x09) si sviluppa su in piano pseudo-horror che rende omaggio a capolavori come "Shining" pur giocando sulla parodia alla "Scary Movie". Sul piano attoriale, il cast dà ancora una volta una prova da applausi: ci sarà pure un motivo se negli ultimi anni lo Screen Actor Guild Award per il miglior cast è sempre andato a loro. Uzo Aduba (Suzanne - "Occhi Pazzi") è spaventosamente brava come sempre ma anche Selenis Leyva (che abbiamo recentemente visto in un cameo in "Spider-Man: Homecoming" nei panni della professoressa di fisica di Peter Parker) inteprete di Gloria Mendoza ci offre una prestazione da applausi (e pianti in un angolino). I nomi poi sono tanti, dalle stesse Taylor Shilling (Piper) e Laura Prepon (Alex Vause) e poi Natasha Lyonne (Nicky Nickols), Kate Mulgrew (Red), Danielle Brooks (Taystee) e tutte le altre. Così come la quarta stagione, anche stavolta la serie ci lascia con il fiato sospeso: la rivolta, dopo i fantomatici tre giorni, è stata soppressa ma che ne sarà delle nostre (possiamo dirlo oramai, è questione di affetto) detenute? C'è un altro anno da aspettare per saperlo.