Oceania

03.02.2017 19:19
Tremila anni fa, i più grandi navigatori al mondo attraversavano lo sconfinato Oceano Pacifico, alla scoperta delle numerose isole dell'Oceania. Ma poi, per un millennio, i loro viaggi cessarono - e ancora oggi, nessuno sa il perché. Da Walt Disney Animation Studios arriva Oceania, un'entusiasmante avventura d'animazione incentrata su una vivace adolescente di nome Vaiana, che s'imbarca in una coraggiosa missione per salvare il suo popolo. Durante il suo viaggio, s'imbatterà nel semidio in disgrazia Maui che la guiderà nella sua ricerca per diventare una grande esploratrice. Insieme, i due attraverseranno l'oceano in un viaggio pieno d'azione, che li porterà ad affrontare enormi creature feroci e ostacoli impossibili e, lungo il percorso, Vaiana porterà a compimento l'antica ricerca dei suoi antenati e troverà l'unica cosa che ha sempre desiderato: la propria identità.

"Moana", nella versione italiana intitolato "Oceania" (per evitare, non di certo ai bambini, maliziosi riferimenti a vicende italiane passate) è l'ultima storia Disney. La struttura di base è nota: una principessa, disubbidendo ai consigli dei genitori, decide di partire verso l'ignoto per salvare il suo popolo da una fine altrimenti inarrestabile. "Oceania" però non delude ed anzi sorprende per vari motivi. Innanzitutto l'ambientazione esotica, a cui contruiscono le musiche dallo stile tribale, con questi colori ad alta saturazione e disegni ad un livello artistico impressionante. L'oceano stesso diviene un personaggio vero e proprio e prende vita sotto gli occhi dello spettatore rivestendo un ruolo fondamentale per la riuscita dell'impresa. La stessa "principessa" non è certo la solita, anzi, è lei stessa a rifiutare questo epiteto quando Maui glielo accosta. Quest'ultimo è un personaggio interessante, un semi-dio profondamente legato agli uomini per cui si è macchiato di un'azione terribile a cui ora vuole rimediare. Altro bel personaggio è il vero cattivo della storia, l'inevitabile antagonista che non solo risulta bello e convincente graficamente ma si rivela molto bel costruito nonchè chiave per la sorpresa finale che meraviglia il pubblico. Tutto sommato perciò una storia che ben si avvicina alla tradizione classica Disney seppur allo stesso tempo può essere annoverata in quella corrente rivoluzionaria di cui fin'ora "Frozen" ha segnato la svolta definitiva. Risulta infatti ormai lontana la figura della principessa impotente che aspetta solo di essere salvata ma la figura femminile è sempre più protagonista ed eroina della propria storia e questo è certo un cambiamento importante, specie in relazione alla battaglia femminista ad oggi più che mai al centro del dibattito mondiale.

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La bellezza del grande schermo. ferroni05@live.com