Manchester By The Sea

26.02.2017 13:10

Massachusetts. Lee è un tuttofare di Boston che vive in un monolocale e passa la sua vita a spalare neve ed aggiustare tubature o impianti elettrici e a rispondere male ai clienti, sfogandosi ogni tanto in qualche rissa da bar. Dopo la morte improvvisa del fratello maggiore Joe, Lee viene nominato tutore legale del nipote. Il riavvicinarsi a Manchester in Lee emerge un forte tormento, causato da un ingnoto quanto tragico passato che lo ha allontanato dalla moglie Randi e dalla comunità in cui è nato e cresciuto. 

Il gelo di Boston, il gelo di Manchester, il gelo di Lee. Un uomo che a guardarlo appare impassibile, senza emozioni, pochi sorrisi e nessuna lacrima. Frequenti e puntuali falshback ci mostrano però che non è sempre stato così ed anzi tempo prima era felice e con una bellissima famiglia. Nel corso del film si svelerà il tremendo dolore che lo ha così trasformato. Tornare a Manchester è perciò per lui difficilissimo, così come rapportarsi con il nipote Patrick nel pieno della sua adolescenza. Da questo rapporto complicato però entrambi sapranno trarre forza per andare avanti dopo che la loro famiglia è stata spezzata ancora una volta. Tra passato e presente ques'ultima fatica di Kenneth Lonergan riesce a coinvolgere e a commuevere. Questo grazie specialmente a Casey Affleck, interprete eccezionale nei panni di Lee a cui riesce a donare questo silenzio, questa apparente indifferenza che nasconde invece un dolore forse ancora più forte poichè così ben nascosto. Bene anche il resto del cast tra cui Michelle Williams (anche lei candidata agli Oscar) che però compare per pochi minuti. A fare da  collante a queste ottime interpretazioni ci pensa la sceneggiatura, che scandisce e sottolinea il cambio tra ricordi ed attualità e penetra a fondo nei personaggi che coinvolge, approfondendo ciascuno di loro in maniera efficacissima. Molto belle anche le musiche dal gusto aulico e solenne che creano un forte contrasto con la fotografia semplice, fredda e straziante riuescendo entrambe, assieme, a creare la giusta atmosfera di sofferenza interiore e disperato bisogno di andare avanti. In sostanza un film molto bello che senza bisogno di virtuosismi o particolari effetti visivi riesce ad emozionare e coinvolgere. Davvero molto bello.

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La bellezza del grande schermo. ferroni05@live.com