L'Eroe Che Meritiamo
Enzo Ceccotti entra in contatto con una sostanza radioattiva. A causa di un incidente scopre di avere un forza sovraumana. Ombroso, introverso e chiuso in se stesso, Enzo accoglie il dono dei nuovi poteri come una benedizione per la sua carriera di delinquente. Tutto cambia quando incontra Alessia, convinta che lui sia l'eroe del famoso cartone animato giapponese Jeeg Robot d'acciaio.
Ci sono uomini che nascono eroi e uomini che per caso o per destino ci diventano. In una Roma squassata da bombardamenti, mafia e pazzie personali l'unico eroe che puù nascere è un eroe dei bassifondi, un landruncolo senza scopo nè affetti che assieme ai superpoteri trova anche l'amore. La strada per la redenzione è lunga e tortuosa, non senza dolori come ogni cambiamento che la vita può offrire ma non per questo va abbandonata. Perchè lui, Enzo, è l'unico che può salvarli. Chi? Tutti.

"Lo Chiamavano Jeeg Robot" dopo "Il Ragazzo Invisibile" inaugura ufficialmente una stagione di supereroi in un'Italia cinematografica che non è mai riuscita a sfondare, o non ci ha mai provato, in questo campo. Ed è anche un tentativo riuscitissimo sia per critica che per box office perchè sì', Superman e compagnia ci fanno sognare da quando siamo ragazzini, ma avere un eroe in casa è tutta un'altra storia. Un esordio alla regia per Gabriele Manetti con i fiocchi, un cast altrettanto eccezionale su cui non può non spiccare un Luca Marinelli pazzesco nei panni de "Lo Zingaro", un supercattivo come da tempo non se ne vedeva uno, una sceneggiatura spesso divertente ma soprattutto incisiva e coinvolgente, il tutto condito da una fotografia e delle musiche da grande film. Un prodotto italiano insomma come se ne vorrebbero vedere tanti, forse non entusiasmante come un blockbuster della Marvel ma con un sapore ben più corposo ed intrigante.
