La Formica (Sub)Atomica.

13.04.2016 18:38

Ci sono certi tipi di persone, le più direi, che passano la loro esistenza a guardare le cose da un solo punto di vista: il proprio. Beh, sfido chiunque di loro -dopo aver visto "Ant-Man"- a tornare a casa e a non mettersi ad osservare da vicino gli oggetti più comunemente usati come un mazzo di chiavi o uno spazzolino da denti.
Perchè? Perchè "Ant-Man" ti fa capire quanto sia nascosto al solo occhio umano e quanto questo -pur nella sua complessità- sia limitato rispetto alla vastità del mondo circostante.

Ma andiamo per gradi.
Scott Lang è tutt'altro che un eroe. Appena uscito dal carcere non riesce a trovare lavoro e perciò si ributta nel crimine, disperato tentativo di guadagnare soldi e poter vedere sua figlia Cassie. Arrestato nuovamente viene contattato da Hank Pyn, ex scienziato dello S.H.IE.L.D, colui che aveva per ultimo derubato. Scott ha infatti preso da casa sua una tuta, furto che in realtà è stato concesso dallo stesso Hank per poterlo avvicinare. Hank ha infatti una missione per Scott: distruggere un nuovo prototipo di tuta restringente. Il suo addestramento si rivelerà duro, specialmente a causa di Hope, figlia di Hank con cui ha da anni interrotto i rapporti, ma che si è riunita al padre per fermare il suo capo Darren Cross, ex pupillo di Hank rivoltatoglisi contro e creatore del nuovo prototipo. Ma Scott saprà ribaltare la situazione in suo favore e troverà in questa occasione la possibilità di riscatto.
Il mondo subatomico è un mondo tutt'ora complicato e misterioso per la scienza ed è bellissimo pensare di poterlo vedere su uno schermo mentre Ant-Man vi precipita dentro. Ma non bisogna andare così a fondo per rimanere sorpresi: è sufficiente la surrealità geniale dello scontro tra Ant-Man e il Calabrone dentro una valigetta tra caramelle, chiavi di casa ed un iphone che, attivato involontariamente, trasmette la colonna sonora al combattimento o quello sulla pista del trenino in camera di Cassie dove tutta l'epicità scompare una volta che l'inquadratura si allarga e si ritorna al nostro noioso mondo macroscopico.
Insomma "Ant-Man" è un piccolo gioiello del genere perchè catapulta in un mondo che non è lontano da noi ma che semplicemente non riusciamo a scorgere ad occhio nudo. La sua forza poi sta nei personaggi e nei loro dolori, nei loro difetti, nella loro umanità. Sarà forse per questo che basta l'umorismo convenzionale di Scott e degli altri per rendere la pellicola piacevole e divertente senza bisogno della volgarità di DeadPool.

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La bellezza del grande schermo. ferroni05@live.com