Black Butterfly
01.09.2017 12:28
Paul (Antonio Banderas) è uno sceneggiatore che non riesce a scrivere nulla da quando la moglie lo ha lasciato, quattro anni prima. È costretto a vendere la sua vecchia casa colonica nel bosco per sostentarsi, ma nessuno sembra interessato a comprarla. Quando invita la sua agente immobiliare, Laura (Piper Perabo), a uscire insieme per un appuntamento, mentre sta andando ad incontrarla in un piccolo ristorante del posto, taglia la strada a un camionista su un ripido tornante di montagna, e per poco non uccide entrambi. Il camionista lo segue al ristorante e cerca la lite con lui, aggredendolo. A salvare Paul è l'intervento di Jack (Jonathan Rhys Meyers), un vagabondo seduto al bancone, che ha la meglio sul camionista. Per ripagare Jack dell'aiuto, Paul lo invita a stare a casa sua per la notte e lui accetta. I due vanno molto d'accordo, tanto che che Paul gli permette di restare quanto vuole, in cambio di piccole riparazioni che devono essere fatte in casa. Jack sembra molto interessato alla vita di Paul e finisce per suggerigli di scrivere una storia sulla loro esperienza insieme. Ma a costo di movimentare la storia, Jack trasformerà una strana quanto funzionale convivenza in un incubo.

La storia di come mi sia imbattuta in questo film è particolare: in un post-cena di un post-allenamento assieme a quasi la totalità delle mie compagne di squadra nella penombra della casa del capitano in una serata piovosa e silenziosa. L'atmosfera a dire il vero non era delle più propizie all'attenzione e difatti numerosi sono stati gli scambi di battute che ho perso. Il filo narrativo è però piuttosto chiaro nei miei pensieri e questo forse è un punto a favore del film che sì, ha una trama dove l'intreccio è fondamentale ma non così inestricabile. Il guaio di certi thriller è che alla fine si esce dalla sala senza avere bene in mente cosa si sia davvero visto. "Black Butterfly" invece è piuttosto comprensibile, senza però perdere l'effetto a sorpresa del colpo di scena tipico del genere. Anzi, di colpi di scena in realtà ce ne sono almeno altri due: eccessivi da una parte, interessanti dall'altra, ambizioso e forse poco credibile uno, piuttosto visto e rivisto ma certamente funzionale a dare una conclusione limpida agli eventi l'altro. Le vicende raccontate infatti divengono ben più complesse di quanto una trama senza spoiler possa fornire, costruendo così una pellicola che mixa azione e indagine psicologica con buoni risultati. Merito del cast, con un ritrovato Antonio Banderas ed un sempre sul pezzo Jonathan Rhys Meyers, nonchè una regia che fornisce una prova non da sottovalutare. Il cuore pulsante del film sta però nella sceneggiatura, così come i suoi alti e bassi. In sostanza il film riesce nell'intrattenere lo spettatore e se per certi versi può deludere, per altri affascina ed interessa. La tensione cresce gradualmente fino a realizzarsi per poi, sempre a piccoli passi, risolversi alla fine. Da sottolineare poi la bellezza della fotografia, aiutata dalle location laziali scelte per ambientare le vicende. Considerando i film di Serie B, "Black Butterfly" si colloca forse tra di essi, ma di certo con potenzialità da zona playoff.

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