Atomica Bionda
09.09.2017 12:35
Nel 1989, alla vigilia del crollo del Muro di Berlino e del cambiamento nelle alleanze tra superpotenze, Lorraine Broughton, una spia del massimo livello dell'MI6, viene inviata a Berlino per smontare una spietata organizzazione di spionaggio che ha appena ucciso un agente sotto copertura, per motivi ignoti. Riceve l'ordine di cooperare col direttore della sede di Berlino David Percival, e i due formano un'incerta alleanza, scatenando tutto il loro arsenale di abilità nel perseguire una minaccia che mette a rischio l'intero mondo delle operazioni di spionaggio dei paesi occidentali.

Con imperdonabile ritardo vi racconto oggi uno dei miei colpi di fulmine dell'estate. Questi ultimi mesi non sono generalmente i migliori in fatto di cinema: sarà perchè le sale sono spesso vuote anche la sera ma spesso gli unici film che escono durante il periodo estivo sono commediole trash o facilmente dimenticabili. Le eccezioni però, anche quest'anno, non mancano ed una delle più sorprendenti è di certo "Atomica Bionda". Premessa, vedere Charlize Theron bere Stoli con ghiaccio (praticamente l'equivalente del Martini "agitato non mescolato" di 007), fumare e bastonare pesantemente chiunque intralci la sua missione vale già di per sè il prezzo del biglietto. Soffermarsi però sulla sola figura di Lorraine sarebbe riduttivo. Per trovare un primo elemento di interesse non bisogna andare molto lontano: lo stesso contesto storico che ospita le vicende costituisce un'affascinante ambientazione. La Guerra Fredda è uno dei periodi più complessi della storia moderna e la gelida Berlino ne è l'emblema, specie nel film grazie ad una fotografia a toni freddi che ne dà la giusta rappresentazione. Anche i personaggi , per così dire, di contorno non sono macchiette ma hanno le loro sfaccettature, specie l'ambiguo ed eclettico David Percival (interpretato da un sempre ottimo James McAvoy), contatto di Lorraine in Germania. Per quanto riguarda le scene d'azione nulla da dire se non adrenalina pura e scelte registiche azzeccatissime che non solo intrattengono lo spettatore ma denotano anche una vera e propria bellezza artistica affatto trascurabile. Ad amalgamare assieme tutte le parti una sceneggiatura (basata sulla graphic novel "The Coldest City") brillante ed elaborata nonchè una colonna sonora in pieno stile anni '80 da canticchiare appena usciti dal cinema. Riassumendo, un film... atomico.
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