Fast & Furious 8

16.04.2017 10:26

La luna di miele cubana di Dom e Letty verrà interrotta dall'apparizione di una misteriosa bionda che, grazie all'arma del ricatto, spingerà Dom a tradire la sua famiglia e a seguirla nel suo folle piano. Sarà compito della vecchia squadra e di qualche nuovo innesto tentare di fermarli.

Samuel T. Coleridge, poeta attivo a cavallo tra il 1700 e il 1800 coniò a suo tempo l'espressione "sospensione volontaria dell'incredulità" che i suoi lettori dovevano avanzare in modo tale da seguire le sue storie al limite tra il surreale ed il metafisico senza storcere il naso sulla loro impossibile veriditicità. Questo processo è ormai divenuto automatico per un gran numero di libri e di film che giocano la loro trama proprio su elementi inverosimili. "Fast & Furious 8" (e numerosi degli altri capitoli di questa fortunata saga) è uno di questi: gli inseguimenti frenetici a cui assistiamo, gli eventi catastrofici da cui i protagonisti riescono ad uscire miracolosamente incolumi ed anche qualche legge della fisica e della chimica decisamente lasciata perdere. Ma d'altronde film del genere non vogliono certo istruirci sui principi base della legge di gravità o della combustione bensì far salire l'adrenalina e la tensione al limite, divertire con battute al limite tra il trash ed il geniale ed intrattenere lo spettatore grazie ad effetti speciali straordinari e scene d'azione mozzafiato. "Fast & Furious 8" ha proprio questo pregio: diverte ed esalta senza pretendere troppo da se stesso. Il risultato è raggiunto anche grazie ad un cast che, accanto al solito e consolidato team, vanta nuovi innesti di grande spessore: in primis Charlize Theron nei panni di Chiper, la psicopatica, spietata e apatica antagonista ma anche Helen Mirren (che appare purtroppo in giusto due scene), Scott Eastwood e Luke Evans. Anche la regia se la cava bene nel gestire scene così rapide e complesse, raggiungendo anche picchi artistici non indifferenti (seppur, ovviamente, esigui). Scena preferita? Quella nel carcere, dove i detenuti, a ritmo di rap (ecco un altro elemento azzeccatissimo: la scelta delle musiche) escono dalle celle e sfogano la violenza.

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